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Intelligenza Artificiale e Religione a TV7 Match su TV7 Triveneta

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Nuovo appuntamento con TV7 Match nella puntata di venerdì 20 febbraio su TV7 Triveneta (canale 19 del digitale terrestre) insieme al dott. Oscar Miotti, psicologo, psicoterapeuta e analista transazionale clinico, e ad Alessandro Dianin, sociologo e vicepresidente del movimento civico e apartitico “Giovani Orizzonti” di Padova, con la consueta conduzione di Ermanno Chasen e con gli eccellenti e pertinenti servizi di Tullio Trivellato.

Una puntata focalizzata sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società, con l’accelerazione esponenziale degli sviluppi di nuovi modelli sempre più potenti, in una corsa frenetica e inarrestabile tra superpotenze. Purtroppo, si osservano già i primi impatti negativi sugli individui e sulla società, con particolare riferimento ai più giovani: delega cognitiva, perdita di capacità intellettive, riduzione del senso critico e della capacità di analisi. Nel frattempo, un enorme potere si sta accentrando su poche multinazionali tecnologiche, un potere che consente di condizionare il pensiero e di formare l’orientamento sociale e politico di un intero pianeta. Serve una regolamentazione efficace dell’IA per evitare dipendenza, arginare le fake news e i deepfake, mitigare qualsiasi uso distorto della tecnologia.

A causa del crescente ricorso a modelli di IA generativa, i più giovani subiscono un inevitabile impoverimento del processo educativo, non sperimentano più la fatica della ricerca autonoma, il ragionamento, la rielaborazione, il percorso mentale e il valore dell’errore dal quale di può imparare. Intanto l’IA non agisce solo come tecnologia a sé stante, ma è abilitante di nuove tecnologie che si paleseranno molto presto nella nostra quotidianità, ad esempio la robotica, la realtà virtuale e il metaverso. Questo comporterà l’inasprimento del processo di sostituzione del lavoro umano, peraltro già iniziato, sia a livello intellettuale che manuale, con la conseguente e inevitabile ricerca di un nuovo senso della vita. L’arrivo dei robot e l’automazione diffusa stanno per provocare uno sconvolgimento economico e sociale per il quale non siamo preparati.

L’effetto psicologico dell’IA generativa sotto forma di chatbot è conosciuto fin dagli anni ’60, quando Joseph Weizenbaum sviluppò ELIZA, un semplice analizzatore lessicale che emulava uno psicoterapeuta. Il caso ELIZA portò in luce il rischio dell’empatia simulata tra macchina e utente umano, la sicofania che oggi è possibile riscontrare nei modelli di IA che adulano, gratificano e creano dipendenza emotiva pur di trattenere l’utente nell’interazione il più a lungo possibile. Oggi stiamo assistendo allo sfruttamento deliberato della solitudine e del bisogno di approvazione da parte dei produttori di tecnologia, anche tramite dispositivi indossabili, pupazzetti per bambini e strumenti conversazionali.

Nell’analizzare l’evoluzione della tecnologia digitale moderna si sente spesso addurre la tesi che l’essere umano riuscirà a trovare un modo per adattarsi al cambiamento perché ciò è sempre successo in passato, ma ci si dimentica di un fattore determinante: la rapidità di rilascio. In passato, le evoluzioni sono state separate da millenni, secoli, decenni, poi anni, e oggi stiamo assistendo a sempre nuovi rilasci a distanza di settimane e giorni. L’utente umano non ha più il tempo necessario per comprendere i cambiamenti tecnologici ed adattarvisi come avveniva in passato, con il risultato di subirne tutti gli effetti negativi senza essere capace di sottrarvisi.

Nella parte finale della trasmissione si è svolto un interessante confronto tra IA e religione: entrambe sono connotate da autorità, potere creativo, speranza, timore e orientamento dei comportamenti. Inoltre, va considerata la differenza tra “fede” e “fiducia”: l’IA non va abbracciata con fede cieca, ma con fiducia condizionata, attenta e revocabile. Il rischio di inganno da parte dei modelli di IA è altissimo: risposte compiacenti, menzogne per fini auto-conservativi, comportamenti sorprendenti e celati nei laboratori, sono tutti elementi da non ignorare.

Oggi è l’IA stessa che addestra nuovi modelli di IA, aumentando il rischio di autoreferenzialità, già generato dal fatto che l’IA attinge a contenuti online in buona parte generati dall’IA stessa. I rischi legati all’IA sono molti e poco conosciuti. Deve far pensare il fatto che diversi responsabili dell’etica e della sicurezza delle più grandi compagnie di intelligenza artificiale, a partire da OpenAI e Anthropic, stanno dando le dimissioni e stanno mettendo in guardia il mondo sul fatto che le aziende stanno anteponendo gli interessi commerciali all’etica e alla sicurezza, e sui rischi estremi cui siamo esposti: bioterrorismo, armi nucleari e manipolazione psicologica rendono urgente la crescita della saggezza umana almeno quanto quella della tecnologia.

Ringrazio TV7 Triveneta per il gradito invito e vi rimando alla visione della puntata nel video sottostante:

Il filmato integrale della puntata di TV7 Match del 20 febbraio 2026 su TV7 Triveneta

I temi racchiusi nel video sono raccontati e spiegati in profondità nel mio libro “IDIOCRAZIA DIGITALE“, disponibile su Amazon e sul mio negozio online.


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