Intervento del 14 settembre 2026 a Roma presso la sala capitolare del Senato della Repubblica Italiana nell’ambito dell’inaugurazione dell’ottava edizione del Digital Security Festival, dal titolo “L’abbaglio digitale che oscura le menti” (testo scaricabile in formato PDF).
L’abbaglio digitale che oscura le menti
Buon pomeriggio a tutte e tutti,
per oltre vent’anni abbiamo creduto che il digitale ci avrebbe reso migliori, più “smart”, e noi abbiamo investito su profili social, avatar e chatbot, e inseguito l’ultimo modello di iPhone o la nuova console, e oggi i veicoli a guida autonoma e i robot. Ma siamo davvero diventati migliori?
Abbagliati da questo luccicante miraggio, non ci siamo accorti che chi offre questa tecnologia ne limita fortemente l’uso a figli e nipoti, e li iscrive in scuole dove il digitale è bandito, sapendo bene quanto sia delicato l’equilibrio neurologico nell’età dello sviluppo, e anche oltre.
Per tutti gli altri, l’età del primo contatto continua ad abbassarsi. Genitori ex nativi digitali ne fanno babysitter, intrattenitori e surrogati educativi. L’intelligenza artificiale è già diventata confidente, consigliera, persino terapeuta degli adolescenti, e noi continuiamo a ignorare i moniti di premi Nobel, esperti e whistleblower.
Società scientifiche, ospedali pediatrici e istituti di ricerca denunciano l’aumento inarrestabile di ansia, depressione, solitudine, autolesionismo e suicidi. Il disagio psicologico coinvolge ormai il 70% dei giovani, e la risposta prevalente è soffocarlo chimicamente: AIFA rileva l’uso di psicofarmaci in un italiano su quattro, con prescrizioni pediatriche raddoppiate in soli otto anni, +12% dall’anno scorso. Da anni, un diplomato su due e un universitario su sei non raggiungono il livello minimo in italiano e matematica, e per l’OCSE un italiano su tre risulta analfabeta funzionale.
Molti giovani sono privi delle mappe emotive fondamentali, mentre l’intermediazione digitale impoverisce comunicazioni e relazioni. Analfabetismo funzionale ed emotivo sono un mix micidiale: erodono attenzione, pensiero critico e autonomia di giudizio, favorendo apatia psichica, conformismo e vulnerabilità alla manipolazione.
Questa è la società che stiamo costruendo: ignoranza, apparenza, provocazione e demenzialità; fake news, deepfake e amici virtuali; datacenter antagonisti del benessere; guerre per le risorse energetiche, necessarie alle intelligenze artificiali che decidono chi deve morire, e droni che eseguono; e leader che rincorrono la supremazia tecnologica sul mondo, ignorando l’etica, nascondendo i rischi e mentendo al pubblico.
Se finora la trasformazione digitale ha minato socialità, competenze, attenzione ed equilibrio psicologico di milioni di persone, possiamo davvero credere che l’evoluzione dell’IA – molto potente, ma altrettanto pericolosa e incontrollabile – venga messa al servizio del benessere dell’umanità?
La sfida sarà dimostrarci ancora sufficientemente lucidi, pensanti e umani da chiedere che venga governata con etica e sani princìpi, per indirizzarla al bene comune e non per le brame di ricchezza, controllo e potere di pochi.
Grazie
Ettore Guarnaccia
#RestiamoUmani
![Intervento al Senato della Repubblica per il DSF 2026: il testo Se hai trovato utile questo articolo, condividilo sui tuoi profili social!Intervento del 14 settembre 2026 a Roma presso la sala capitolare del Senato della Repubblica Italiana nell’ambito dell’inaugurazione dell’ottava edizione del Digital Security Festival, dal […]](https://ettoreguarnaccia.com/wp-content/uploads/splash-abbaglio-620x300.jpg)