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Le Forze Nascoste del Digitale all’Istituto Tecnico Marconi di Padova

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Una serata intensa, vibrante, ricca di domande, confronti e riflessioni profonde. Martedì 17 marzo ho avuto l’onore di incontrare nuovamente gli studenti delle scuole serali dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Guglielmo Marconi” di Padova per parlare di un tema tanto urgente quanto spesso ignorato: le forze nascoste del digitale, un viaggio intenso e trasformativo tra i meccanismi e gli effetti occulti del digitale: ieri, oggi e domani.

Dopo un’introduzione generale al mondo della cybersecurity, ci siamo addentrati nel cuore di una questione che tocca ognuno di noi: l’impatto silenzioso ma devastante del digitale sulla nostra mente e sulle nostre emozioni. Abbiamo analizzato come l’uso massiccio di smartphone social media stia alimentando un’epidemia silenziosa di disturbi psicologici, specialmente tra i più giovani. Apatia emotiva, solitudine profonda, perdita di senso critico: non è solo tecnologia, è un cambiamento radicale del modo in cui viviamo e sentiamo. Mentre i big della Silicon Valley proteggono i propri figli dal digitale e li iscrivono a scuole come le Waldorf, la maggior parte delle persone resta esposta a meccanismi neuroscientifici progettati per generare dipendenza. I videogiochi, i social, le app sono diventati veri e propri “cattura-attenzione” che manipolano le emozioni e riducono la capacità di concentrazione, pensiero autonomo e gestione della noia.

Due momenti dell’incontro al Marconi di Padova.

Ci siamo poi spinti ancora più in là, affrontando la nuova, potentissima ondata: l’intelligenza artificiale. Lontana dall’essere solo uno strumento, l’IA rischia di erodere ulteriormente le nostre abilità cognitive, appiattendo il pensiero critico e l’analisi individuale. Ma non solo: abbiamo parlato dell’esposizione precoce e continua dei bambini al digitale – spesso per mano degli stessi genitori – e di come il mondo dell’intrattenimento stia offrendo modelli sempre più degradanti, spingendo i giovani verso la sovraesposizione del proprio corpo, la ricerca spasmodica di attenzione e una falsa emancipazione. Abbiamo infine gettato uno sguardo sul futuro. Un futuro non più così lontano, dove il metaverso, l’IA, la robotica, le interfacce cervello-macchina, la realtà virtuale e quella aumentata plasmeranno la società e le relazioni umane in modi che oggi possiamo solo immaginare. Ma c’è un prezzo da pagare. Rischi ambientali, sociali, psicologici, e un mondo in cui l’isolamento potrebbe diventare la norma.

Un grazie speciale al professor Daniele Rampazzo per l’invito e a tutto il personale dell’Istituto per l’accoglienza calorosa e la partecipazione appassionata. I docenti hanno saputo rendere queste serate ancora più vive, offrendo spunti, domande e riflessioni che hanno reso il dialogo autentico e costruttivo.


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