Nuovo appuntamento con TV7 Match con la puntata di venerdì 16 ottobre su TV7 Triveneta (canale 19 del digitale terrestre), insieme a Luigia Passaro dell’Associazione Culturale Identità Europea e a Dario Da Re, Direttore Digital Learning e Multimedia dell’Università di Padova, con la consueta conduzione di Ermanno Chasen e con gli eccellenti e pertinenti servizi di Tullio Trivellato.
Oltre un’ora di confronto su come l’intelligenza artificiale stia cambiando la politica, la guerra e l’informazione. Molte scelte della politica statunitense, che sembrano contraddittorie, acquistano coerenza se lette alla luce della corsa tra Stati Uniti e Cina verso la superintelligenza artificiale. Chi vi arriverà per primo, magari abbinandola al calcolo quantistico, avrà la possibilità concreta di osservare e prevedere in tempo reale i comportamenti di miliardi di persone. Una corsa che divora energia elettrica, acqua e risorse, e questo spiega molto dei movimenti geopolitici in corso, dal Venezuela allo Stretto di Hormutz.
Una quota crescente del traffico web è ormai generata da agenti di IA e chatbot, non più da persone fisiche. Ci accontentiamo di risposte pre-confezionate, perdiamo l’abitudine a verificare e consegniamo a pochi soggetti il potere di filtrare le fonti. Il Global Risk Report del World Economic Forum lo descrive da nni: la disinformazione alimentata dall’IA produce polarizzazione sociale e politica, erosione dei diritti fondamentali e maggiori censura e sorveglianza.
Si è parlato di Palantir e del manifesto ispirato da Alex Karp, secondo cui le democrazia hanno bisogno della forza e la tecnologia deve servire la difesa senza limiti etici. Si è parlato anche della rete di uomini legati a Peter Thiel, che oggi occupa posizioni chiave a Washington. Quando gli stessi ambienti definiscono le strategie pubbliche, forniscono gli strumenti per attuarle e ne traggono profitto, il controllo democratico diventa un problema. Ancora più inquietante è l’uso dell’IA nei teatri di guerra, in cui l’algoritmo diventa l’alibi perfetto: nessuno risponde dei suoi errori.
La politica, ancora largamente avulsa da tutti questi movimenti, invoca un’IA trasparente, controllabile e sicura. Sono tre cose che questa tecnologia non può garantier per sua natura, perché nemmeno chi la sviluppa sa davvero come funziona al suo interno. Nel frattempo, si dimettono uno dopo l’altro i responsabili della sicurezza di OpenAI e Anthropic, e i rapporti tecnici descrivono modelli che mentono, eludono i comandi e cercano di evitare lo spegnimento. Stiamo ripetendo l’errore fatto con social e smartphone: non stiamo ascoltano chi lancia l’allarme.
Ho scelto di chiudere la puntata con l’emblematica storia di Stanislav Petrov: nel settembre 1983 un computer sovietico segnalò un attacco nucleare americano. Il protocollo prevedeva la risposta immediata con il lancio di risposta di missili nucleari verso gli Stati Uniti. Petrov non si fidò della macchina, intuì che qualcosa non tornava e scelse di non rispondere. Più tardi si scoprì che si trattava di un falso allarme. Se al suo posto ci fosse stata un’intelligenza artificiale, oggi probabilmente vivremmo in un mondo post-atomico.
Il dubbio, l’intuito e la responsabilità restano qualità umane e non dobbiamo delegarle a nessuna macchina.
Ringrazio TV7 Triveneta per il gradito invito e vi rimando alla visione della puntata nel video sottostante:
Il filmato integrale della puntata di TV7 Match del 16 ottobre 2026 su TV7 Triveneta
I temi racchiusi nel video sono raccontati e spiegati in profondità nel mio libro “IDIOCRAZIA DIGITALE“, disponibile su Amazon e sul mio negozio online.






