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Intelligenza Artificiale, Guerra, Economia a TV7 Match su TV7 Triveneta

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Nuovo appuntamento con TV7 Match nella puntata di venerdì 13 febbraio su TV7 Triveneta (canale 19 del digitale terrestre) insieme a Francesco Pontelli, economista, autore ed ex docente PoliMi, e Gian Angelo Bellati, direttore CESCOT Veneto, Presidente Venetian Cluster, Consigliere della Camera Italo-Tedesca e Italo-Belga, Consigliere ManagerItalia Veneto e Vice Presidente Confagricoltura Venezia. Come di consueto, con la conduzione di Ermanno Chasen e gli eccellenti e pertinenti servizi di Tullio Trivellato.

Ringrazio TV7 Triveneta per il gradito invito e vi rimando alla visione della puntata nel video sottostante:

Il filmato integrale della puntata di TV7 Match del 13 marzo 2026 su TV7 Triveneta

Intelligenza artificiale al comando: potrà mai finire bene?

Il tema centrale è stato quello del conflitto in Iran, con le inevitabili ripercussioni sia sul piano economico sia sul piano dell’evoluzione degli armamenti. Al centro, l’intelligenza artificiale che da fattore moltiplicatore di forza è diventato protagonista delle varie fasi dell’attacco militare: dalle fasi di preparazione, con uso massiccio di modelli di IA per raccolta di intelligence, simulazioni, individuazione di obiettivi militari e tracciamento del nemico, a quelle di guerra psicologica, con interventi di propaganda, hacking di app e fonti di informazione, defacement di siti governativi e psy-ops che minano lo stato cognitivo ed emotivo della popolazione, fino a quelle di attacco cinetico mediante bombardamenti mirati e utilizzo di mezzi militari a guida autonoma, come droni a basso costo ed elicotteri da guerra.

L’intelligenza artificiale incide sul warfare multidominio, agendo su tutti i domini della guerra, in particolare su quello che ormai è da considerarsi il sesto dominio, la mente umana. Numerosi contenuti generati o contraffatti con l’IA generativa, infatti, vengono oggi largamente utilizzati per modificare arbitrariamente la percezione delle persone e giustificare l’avvio di conflitti geopolitici che nascondono in realtà obiettivi di potere, controllo e predominio economico e finanziario. L’intelligenza artificiale è già da anni protagonista sia del controllo della grande finanza internazionale – a partire dalla piattaforma Aladdin di BlackRock – sia dei conflitti moderni, com’è avvenuto in Ucraina e in Medio Oriente.

L’operazione “Epic Fury” o “Roaring Lion” che ha portato all’attacco all’Iran è stata condotta grazie al supporto di Palantir, che ha fornito piattaforme di IA per la raccolta e l’analisi di dati di intelligence e sorveglianza, il tracciamento e la modellazzione, nonché la definizione di attacchi militari mirati, e di Anthropic, che ha messo a disposizione il modello di IA Claude per l’elaborazione testuale delle intercettazioni, le simulazioni di scenario, l’analisi di documenti, la previsione di possibili scenari di conflitto, la valutazione del rischio e le decisioni autonome. Non solo, l’IDF ha sfoderato tutto il suo arsenale cyber, con le piattaforme “Hasbora” (o “Gospel“), che identifica, traccia e prende di mira edifici e strutture di interesse militare (siti nucleari, installazioni petrolifere, industrie belliche, quartieri generali, ecc.), e “Lavender“, che raccoglie e utilizza dati di sorveglianza, connessioni sociali e cronologia di spostamenti e posizioni geografiche per determinare obiettivi nemici da attaccare con armamenti autonomi in base a un sistema di punteggio che può tollerare oltre un centinaio di vittime innocenti.

Lo U.S. Cyber Command & Space Command ha condotto operazioni cyber offensive per l’interruzione delle telecomunicazioni e di Internet, azioni di hacking e jamming, il dirottamento delle immagini delle telecamere del traffico di Teheran, il defacement di siti iraniani governativi e la manipolazione di app iraniane come l’app Badesaba, che contiene i calendari religiosi, per inserire notifiche psy-op e appelli alla popolazione a non supportare il governo iraniano o a disertare, sfruttando chiavi di divisione settaria (es. tra shiiti e oppositori interni). L’attacco cinetico ha beneficiato di armi autonome economiche, come i droni Lucas di SpektreWorks (Arizona), velivoli quadricotteri unmanned in grado di operare in sciami comunicando fra loro, di sopprimere i sistemi radar nemici, colpire obiettivi sensibili o agire come kamikaze modulari grazie al riconoscimento fornito dal CENTCOM (U.S. Central Command).

Ormai l’uso dell’intelligenza artificiale è diffuso in tutti gli aspetti di preparazione e conduzione di un conflitto, e tutto fa prevedere che presto sarà l’IA a decidere in autonomia non solo gli obiettivi sensibili ma anche l’avvio di conflitti geopolitici attraverso operazioni complesse di guerra cyber, psicologica e cinetica. Tutto ciò dovrebbe preoccuparci moltissimo: non solo l’IA non è dotata di coscienza né di etica o morale, pertanto agisce secondo logiche tipiche delle macchine e non dell’essere umano dotato di coscienza e princìpi, ma tutte le piattaforme e le soluzioni messe a punto nel corso dei conflitti possono poi tradursi in soluzioni di controllo e sorveglianza di massa a scapito delle popolazioni, con il rischio concreto di dare luogo a forme di dittatura tecnologica con agenti autonomi.

Il rischio massimo si avrà quando saranno disponibili sia la Super Artificial Intelligence – una forma di IA con capacità nettamente superiori al cervello umano – sia un vero e proprio computer quantistico in grado di garantire una potenza elaborativa di decine di migliaia di volte superiore a quella del più potente supercomputer oggi esistente sul pianeta. La potenza del quantum computing messa al servizio della Super Artificial Intelligence conferirebbe un potere pressoché illimitato a chi deterrà questa tecnologia, consentendogli di governare il mondo intero senza sforzo alcuno. Un ulteriore elemento di preoccupazione? Se, nel corso dei test di laboratorio svolti per sottoporre all’IA scenari di conflitto geopolitico, nel 95% delle simulazioni l’IA ha scelto di usare le armi nucleari per annientare il nemico, cosa farà quando sarà lasciata libera di agire dal punto di vista militare?

Due immagini dell’intervista su TV7 Match e il mio ultimo libro “Idiocrazia Digitale”

Questo è uno di quei casi in cui odio essere profetico e vedere i rischi futuri prima che si concretizzino. Nel discorso che ho portato alla Camera dei Deputati a settembre 2025 nell’ambito del Digital Security Festival, avevo giusto paragonato l’intelligenza artificiale con le armi nucleari: queste ultime sono armi potentissime ma inerti, quindi serve l’intervento umano perché vengano usate e producano morte, mentre l’IA, pur essendo anch’essa potentissima e sempre più pervasiva, non è inerte e non ha bisogno dell’intervento umano per produrre morte.

Tutto ciò apre il difficile e complesso tema della responsabilità: chi risponderà delle morti causate da piattaforme software e armamenti autonomi guidati dall’IA? Ancora oggi non esistono leggi o regolamentazioni internazionali per dirimere questo aspetto, a mio avviso tralasciato volutamente. Nel frattempo, l’IA viene usata come capro espiatorio per assolvere i comandi militari da eventuali errori o da attacchi che provocano vittime innocenti, come è puntualmente accaduto nel massacro della scuola elementare di Minab.

La seconda parte dell’intervista è legata sia alle ricadute economiche dei conflitti geopolitici, quasi sempre e in toto sopportate dai cittadini europei e statunitensi, sia all’illogicità dei rappresentanti governativi, sempre più eterodiretti dai poteri finanziari e tecnocratici, quindi lontani dal benessere della popolazione. In conclusione, ho sollevato anche il sospetto che dietro i conflitti geopolitici innescati da USA e Israele verso stati ricchi di risorse energetiche ci sia l’aumento esponenziale di domanda energetica da parte dei datacenter che gestiscono l’intelligenza artificiale.

Questi aspetti sono alcuni dei temi centrali del mio ultimo libro “Idiocrazia Digitale” che è disponibile sia nel mio negozio online, sia su Amazon.


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